
Dove tutto è iniziato
Sono nato in Ecuador. La prima mano che mi ha distribuito la vita non era buona. Eravamo poveri. Di quella povertà che non si racconta a parole, ma si vive.
A nove anni sono arrivato in Italia. Non per fortuna, non per caso: perché mia madre ha deciso di darmi una possibilità.
È lì che ho imparato la prima cosa vera: nessuno ti regala niente. Le carte buone te le costruisci. E quando qualcuno si sacrifica per dartene una, puoi solo usarla al meglio.

La prima cosa che ho costruito
Nel 2014 ho aperto un canale. Non era il mio primo tentativo, ma è stato il primo a funzionare davvero. Di giorno lavoravo, di notte costruivo: senza certezze, ma con un obiettivo.
Sono arrivati tre anni di nulla. Ho tenuto la costanza, perché ho una capacità, o forse un difetto: mi ossessiono in tutto ciò che amo, finché non divento il migliore. Non ho mollato. E nel 2018 sono diventato uno youtuber seguito e un giocatore esport professionista per Samsung.
Avevo ottenuto quello che molti avrebbero chiamato un traguardo. Ma più andavo avanti, più sentivo che non era esattamente dove volevo arrivare, né le persone di cui volevo circondarmi.

A volte per cambiare bisogna perdersi
Mi sono avvicinato alle retrovie: campagne, gestione di influencer, far crescere progetti. Mi piaceva la parte di costruzione, quella che non si vede.
Ma più andavo a fondo, più sentivo superficialità e un settore che non era in linea con la persona che stavo diventando.
Così ho ricominciato da zero. Nuova comunicazione, nuovo posizionamento. Stessa fame di costruire, ma al servizio di chi voleva risultati veri. Imprenditori, professionisti, persone serie che avevano qualcosa di concreto da far crescere.
Volevo costruire business e aiutare. Niente di più, niente di meno.

Dove sono arrivato
Ho costruito il mio primo team. Per la prima volta non ero più solo a giocare la mano: avevo persone con cui costruire.
Sono arrivati i risultati veri, quelli con un nome: oggi lavoriamo con professionisti come Lorenzo Magni e con brand come Engel & Völkers Milano City.
Nel frattempo ho fatto la cosa che mi riesce meglio: ossessionarmi su qualcosa finché non diventa metodo. Ho integrato l'intelligenza artificiale in ogni parte del mio lavoro, dai contenuti ai processi operativi. Non come moda, ma come sistema.
Oggi il team gestisce gran parte dell'operativo. Questo mi lascia fare ciò che conta davvero: perfezionare il metodo e portarlo a chi ne ha bisogno.
Non vendo fumo. Costruisco sistemi che restano.